Come è possibile rendere i dati “anonimi” per la loro protezione?

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La “anonimizzazione” dei dati si configura come un trattamento che ha lo scopo di impedire l’identificazione dell’interessato. Da un punto di vista pratico, questo obiettivo può essere ottenuto attraverso l’applicazione di diverse tecniche sostanzialmente raggruppabili in due famiglie: la prima è la “randomizzazione”, che modifica il grado di verità del dato al fine di eliminare la correlazione che esiste tra lo stesso e la persona. Tecniche che rientrano in questa categoria sono la permutazione, l’aggiunta di rumore statistico e la differential privacy. La “generalizzazione” rappresenta la seconda famiglia di tecniche di anonimizzazione e consiste nel diluire gli attributi delle persone interessate modificandone la rispettiva scala o ordine di grandezza. Si pensi ad esempio all’indicazione di una fascia d’età anziché all’età precisa del soggetto, o ancora della regione invece della città di residenza, e così via.

Fonte: agendadigitale.eu